Sanremo è sempre Sanremo, e su questo non ci piove. Non appena inizia a tirare aria di Festival e in tv si comincia a vedere lo spot, si scatena il dibattito: Sanremo sì o Sanremo no? Ennesima buffonata del carrozzone nazionale o momento identitario dell’italica tradizione? La divisione tra i “pro-festival” e i “Sanremo-haters” si verifica ovunque, tanto tra parenti e amici quanto a scuola o sul posto di lavoro. Mi rivolgo ai dubbiosi, a quelli che non hanno ancora trovato una posizione: mettete in stand by le serate su Netflix e lasciatevi prendere dal festival. Lo amerete, ecco perché: diamo ben sei validi motivi per farlo.
È un concentrato di momenti trash
Certamente nulla a che vedere con il trash di “The Lady” o di Barbara d’Urso, ma ogni anno almeno una chicca è assicurata. Precedenti illustri: la farfallina di Belen, la performance di Anna Oxa, Fiorello che bacia Del Noce, le minacce di suicidio dalla balaustra, la baruffe Morgan-Bugo… e la finisco qui perché l’elenco potrebbe andare avanti a lungo.
I vestiti
Le più prestigiose maison di moda fanno ogni anno a gara per creare i vestiti per vallette e cantanti, quei vestiti che sono un motivo di accese discussioni tra noi “Festival Lovers”. A parte qualche scivolone, come il vestito rosso di Arisa, indimenticabile per gli amanti del Festival, solitamente i vestiti sono da favola, e noi donne normali che in abiti del genere non ci entreremo mai possiamo risolvere il tutto domandandoci “si ma in fin dei conti quando lo metteresti?”. Ci rispondiamo “mai!”. Ma, per carità, che nessuno tiri fuori “la volpe che non arriva all’uva”, mi raccomando.
È un ottimo argomento di conversazione
Avete presente quel silenzio imbarazzante che si crea quando siete in compagnia e nessuno ha qualcosa da dire? Ancora peggio se si è solamente in due, l’altro tace e nella vostra testa continua a frullare la domanda “e ora cosa dico?” Ecco, Sanremo è venuto a togliervi dall’impiccio. Funziona già da ora, e il Festival ancora non è iniziato. Garantisco io, che sono un’abbonata alla situazione di cui sopra, e ho già iniziato a riempire i vuoti chiedendo “tu lo guardi Sanremo?”
Le canzoni
I brani sanremesi sono pezzi che tengono insieme le varie anime dell’italiano medio, quell’italiano medio che siamo stati tutti almeno una volta, chi per una cosa chi per l’altra. Sono le classiche canzoni che per un po’ rimangono in testa, ma a distanza di qualche mese si fanno sempre più confuse, un po’ come i libri di Dan Brown.
Gli ospiti
Questo è un altro di quei motivi seri per amare Festival. Gli autori riescono sempre a portare a casa Ariston dei nomi di respiro internazionale, come quelli di Ellie Goulding e Elton John, insieme a qualche scheletro nell’armadio. Senza offesa per Al Bano e Romina, che erano stati tra gli ospiti dell’edizione del 2020.
Lo amerete perché ci fa sognare
Se gli anni in cui si sognava di “volare nel blu dipinto di blu” sono passati da un pezzo, è anche vero che per non andare a finire nel baratro più nero il sogno è un ingrediente fondamentale. Sia che siate dei nostalgici che ricordano quando il Festival era in bianco e nero, sia che siate dei fan tredicenni di Lorenzo Fragola e Rocco Hunt, non c’è niente di meglio del Festival per staccare dalle brutture quotidiane e sognare un po’. Perché in fondo… Sanremo è Sanremo. Nulla di più vero.



















