Ricordo di aver letto da qualche parte che durante un’intervista era stato chiesto a Lucio Dalla cosa ne pensasse dei politici che andavano ai funerali di Stato. Lui aveva espresso insofferenza per la questione, a quel punto l’intervistatore gli aveva detto una cosa del tipo “Lo sa che quando sarà ora i politici verranno anche al suo funerale?”. E Lucio, con la sua prontezza di spirito aveva risposto “un buon motivo per non morire”. Purtroppo non è andata così: la personalità incredibile che fu Lucio Dalla ci manca da ben quattro anni, quando se n’è andato improvvisamente per un attacco di cuore dopo un concerto a Montreux, Svizzera.
Lucio vivrà eternamente nelle sue canzoni

Nei portici della sua Bologna e nel mare della sua Puglia e questa è la settimana che gli dovrebbe essere istituzionalmente dedicata, ricorrendo a soli tre giorni di distanza l’anniversario della nascita e quello della morte. Un’esistenza fatta di arte la sua, che ha dato vita a tanto di quel materiale, tra aneddoti e leggende, che ce ne sarebbe per un anno intero, ma dato che il tempo è denaro lo ricordo così, con 20 curiosità.
1 – Il primo approccio di Lucio Dalla con la musica fu il clarinetto

Lo strumento gli venne regalato quando aveva dieci anni, e lui imparò a suonarlo da autodidatta. A quindici anni era già un virtuoso: il grande trombettista Chet Baker, all’epoca residente a Bologna, invitò più volte Lucio a suonare con lui.
Qualcuno dice però che il primo strumento che Lucio Dalla imparò a suonare fu la fisarmonica, all’inizio degli anni ’50, e non il clarinetto, che apprese subito dopo.
2 – Anche la genetica vuole la sua parte
Lo zio di Lucio era un cantante molto popolare negli anni ’40 e ’50. Ariodante Dalla, che era chiamato per la sua eleganza il Lord Brummell della canzone italiana, cominciò a cantare nel 1948 con l’orchestra di Beppe Mojetta, con il quale incise per la Cetra molte delle sue canzoni.
3 – Dalla ha suscitato istinti omicidi in Pupi Avati
Il sedicenne Dalla entra a far parte come clarinettista del gruppo jazz Rheno Dixieland Band, affiancandosi al già membro Pupi Avati, anche lui clarinettista.
Avati lascerà il gruppo perché invidioso della sua bravura, e anni dopo ricorderà di aver pensato di dare una spintarella a Lucio giù dalla Sagrada Familia, durante una trasferta a Barcellona.
4 – Gli Stadio devono il loro nome a Lucio Dalla
Quelli che successivamente diventeranno gli Stadio, erano la band di accompagnamento di Lucio nei primi anni Settanta.
Curreri, futuro cantante del gruppo, si aggiunse durante il Banana Republic tour con De Gregori.
Nel 1981 si formarono ufficialmente gli Stadio, il cui nome venne scelto da Lucio, ispiratosi dal nome dell’omonimo quotidiano sportivo bolognese.
5 – Gino Paoli ha avuto una parte importante nella sua carriera
Durante il Cantagiro del ’63 Dalla cantava con i Flippers.
Gino Paoli vide in lui il primo cantante soul italiano, e lo convinse a tentare la carriera da solista.
Ricorda Lucio: “all’epoca snobbavo la canzonetta, fu Gino Paoli a convincermi”.
6 – Il fiasco dell’esordio
L’esordio come solista non fu ben accolto dal pubblico, tanto che durante il Cantagiro del ’64 Dalla fu preso a pomodorate praticamente tutte le sere. Ma lui non si lasciò abbattere, e negli anni successivi raccontò l’accaduto con il sorriso.
7 – Lucio ha fatto anche cabaret
Nei primi anni ’60 Dalla faceva parte di un gruppo di cabaret con Gianni Cavina, Baldazzi, Mangano e Pizzirani. Il sottoscala dove si esibivano era sempre vuoto, ma si dice che una volta tra il pubblico c’era Gianni Morandi. Se all’epoca ci fossero stati i social avremmo avuto una prova da Gianni.
8 – Dalla e gli orecchini particolari

Abbigliamento e comportamenti un po’ sopra le righe sono sempre stati parte della sua identità, nei primi anni Sessanta usava portare come orecchini delle ciliegie appese per il gambo. L’orecchino con il brillantino che ha sempre portato era di Maradona, che glielo regalò durante un incontro a Buenos Aires.
9 – La piazza di Piazza Grande non è piazza Maggiore, come molti hanno pensato per tanto tempo, ma la più piccola e raccolta piazza Cavour

Inizialmente la canzone doveva essere cantata da Morandi, ma Lucio insistette parecchio per cantarla, e alla fine la spuntò.
10 – Fino al 1977 Dalla non aveva mai scritto il testo di una canzone
Una delle autrici con cui aveva lavorato di più era Paola Pallottino, storica dell’arte e figlia del più grande etruscologo italiano. Poi il sodalizio con Roversi, che si ruppe nel ’77 e lui commentò così: “è come quando scopi con la Schiffer, a un certo punto lei non c’è più e al suo posto c’è un pastore tedesco”.
Sembra che comunque la prima canzone non la scrisse nel 1977, ma nel 1970: “Non sono matto (o la capra Elisabetta)”, con testo di Lucio Dalla e musica di Gino Paoli.
11 – Dalla poeta da manuale di letteratura
Il testo di Piazza Grande è stato inserito nella traccia di letteratura del tema di maturità del 2001, insieme a poesie di Vincenzo Cardarelli, Umberto Saba e Sandro Penna. Il titolo della traccia era “La piazza: luogo dell’incontro e della memoria”.
12 – È stato un attore cinematografico
Tra il ’65 e il ’79 sono ben quindici le pellicole in cui Dalla ha recitato. Spiccano i nomi di registi quali i fratelli Tavani, Mariano Laurenti, Renato Castellani. Per il cinema Lucio ha scritto anche colonne sonore, arrivando a vincere il David di Donatello per la musica di Borotalco nell’82, e per Il frullo del passero nell’87.
13 – Ha suonato con Jimi Hendrix

Era il 23 maggio del 1968, e Jimi Hendrix dava ufficialmente il via al ’68 italiano con un concerto al Piper di Milano. Indovinate un po’ chi gli fece da spalla, se non Lucio Dalla?
14 – Nel 1998 Lucio aprì la galleria d’arte NO CODE in via de’Coltelli a Bologna
L’intento principale era quello di dare una vetrina agli artisti emergenti un po’controcorrente. Gallerista ma anche collezionista: nella sua casa di via d’Azeglio aveva quadri di Andy Warhol, Klimt e Modigliani.
15 – È stato docente universitario
Nel 2002 gli fu assegnata la cattedra di Tecniche e linguaggi pubblicitari all’Università di Urbino Carlo Bo. È l’unica situazione in cui immagino che gli studenti avranno fatto la corsa per accaparrarsi un posto in prima fila.
16 – Altro che Carlo Conti!
Nel 2003 la Rai propose a Dalla la direzione artistica del festival, ma l’accordo saltò. Peccato che non sia accaduto lo stesso all’accordo di Conti, che troveremo ancora sul palco dell’Ariston!
17 – Lucio era molto appassionato di sport: calcio, motori ma soprattutto basket
Quando la squadra di Bologna, la Virtus, giocava in casa il cantautore era sempre sugli spalti. Addirittura si dice che cercasse di far coincidere quante più date del tour poteva, con le trasferte fuori casa della squadra.
18 – Dalla talent scout: Ron, gli Stadio, Luca Carboni, sono solo alcuni dei nomi di musicisti scoperti da Lucio
Di Rino Gaetano disse: “faceva l’autostop con la chitarra a tracolla, gli diedi un passaggio per Roma, dove andava alla ricerca di un contratto.
Mi fece sentire le sue canzoni e io lo portai da Vincenzo Micocci, che poi lo lanciò”.
19 – È stato vicino di casa di Franco Battiato a Milo, sulle pendici dell’Etna

Nelle campagne di questo territorio Lucio produsse un vino che chiamò “stronzetto dell’Etna”. Il nome venne in mente a Lucio quando Carmelo Bene, che una sera si era ubriacato con quel vino, il giorno dopo lo saluto così: “ecco quello stronzetto di Lucio Dalla”.
20 – Il rapper americano Timbaland ha campionato Lucio Dalla nell’album Indecent Proposal, del 2001
Il brano campionato è Ulisse coperto di sale, contenuto in Anidride solforosa. Al posto di “imbiancate”, Timbaland dice “indian carpet”. Questo accostamento di parole non ha molto senso, ma probabilmente Timbaland ha capito pera per mela.



















